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Tarocchi, una macchina narrativa combinatoria

Aggiornamento: 6 giu 2021



Uno dei commensali tirò a sé le carte sparse [...] prese una carta e la posò davanti a sé. Tutti notammo la somiglianza tra il suo viso e quello della figura, e ci parve di capire che con quella carta egli voleva dire "io" e che s’accingeva a raccontare la sua storia." (Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati).




Introduzione

Questo lavoro nasce da una ricerca sui tarocchi. In particolare, le considerazioni che seguono sono il risultato dell’osservazione di alcune sedute di lettura di tarocchi e dell’analisi di programmi televisivi locali (trasmessi da emittenti campane) dove maghi e astrologi praticano la divinazione in diretta.

La lettura dei tarocchi possiede diverse caratteristiche interessanti dal punto di vista semiotico: a) è un testo narrativo; b) la relazione che si costruisce tra cartomante e consultante è un processo di significazione mediato e costruito dalle carte; c) i tarocchi funzionano sia da istanza di mediazione (tra cartomante e consultante) sia da oggetti dotati di per sé di significati che vengono articolati e organizzati all’interno della seduta; d) gli elementi che concorrono a costruire il senso e i significati di una consultazione appartengono a pratiche di enunciazione differenti (rituali, discorsi, gesti, ecc.).

Il testo in termini semiotici è una grandezza organizzata, delimitata, circoscritta e per essere analizzato presuppone sempre la scelta di un livello di pertinenza. Tale scelta è necessaria e indispensabile ancora di più in un caso come quello della divinazione dove gli aspetti da considerare sarebbero davvero numerosi. Per questo, ci soffermeremo soltanto sugli elementi semiotici conformi al nostro progetto teorico che si fonda sulla dimensione narrativa della divinazione a partire da alcune caratteristiche: le strategie discorsive elaborate dalla cartomante per costruire l’identità del consultante; le modalità attraverso le quali si instaura il contratto fiduciario; il linguaggio dei tarocchi; le carte come testi potenziali e, infine, le configurazioni discorsive che esplicitano il discorso divinatorio.

1 L’Identità narrata